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 Cos'è la follia? Riduci

Cos'è la follia?
Questito posto da Roberta
 

Domanda:
Cosa è la follia?

Risponde:

Antonina Nobile Fidanza
Psicologa - Psicoterapeuta del CSTCS di Genova


Nel dizionario ho trovato:
''Follia: Demenza, Stravaganza, Stoltezza, Mancanza di prudenza e accorgimento, Sventatezza, Temerità.
(In senso musicale) Antica danza di origine portoghese, in due periodi di 8 misure.
(In senso medico) Alienazione mentale. Mania.''


Si vede già qui che esiste una accezione nel linguaggio comune ed altre nel linguaggio tecnico. In particolare il significato medico messo al terzo posto non ci aiuta per nulla. Non ci spiega che cos'è la follia, né con che criteri si può valutare, né qual è la sua origine. Su questo tema infatti è aperto un dibattito, mai risolto e che continua dall'800, intorno all'origine biologica (genetica) o sociale (familiare e relazionale) della follia.


Per quanto mi riguarda, la follia la considero e la accetto come parte inconoscibile della nostra interna creatività e la incontro a piccole dosi in tutti. Nella mia esperienza clinica, di orientamento psicodinamico, tuttavia, essa è oggetto di attenzione particolare, perché ci permette di gettare uno sguardo nella profondità delle sofferenze umane e, per quanto possibile, di alleviarle.


Come sintomo costante e visibile anche ad altri, possiamo ritenere la follia un triste equilibrio, raggiunto di fronte ad uno stato di confusione e di dolore intollerabile, che si protrae troppo a lungo e da cui non si può sfuggire. Questa miscela terribile provoca un distacco dalla realtà, che protegge la vita della persona interessata, ma al prezzo altissimo di separarsi dal mondo, dagli altri e da se stessi.


Nel Dizionario di Psichiatria si dice:
''Follia: modo generico di indicare la malattia mentale''

In ''Psicopatologia generale'' Jaspers dice:
''… non è un caso che alcuni poeti abbiano rappresentato nelle figure della follia, come in simboli, la natura dell'essere umano, le sue possibilità più alte e più terribili, la sua grandezza e la sua caduta, come Cervantes in Don Chisciotte, Ibsen in Peer Gynt, Dostojewsky nell'Idiota, Shakespeare in Lear e in Amleto (i poeti prendono i caratteri della realtà della schizofrenia, dell'isteria, della deficienza mentale, della psicopatia), e che in tutto il mondo sia riconosciuta una saggezza dei pazzi.''

Per secoli chi, nel suo modo di rapportarsi alla realtà, usciva dai binari delle regole sociali condivise dai più, era considerato o abitato dal divino e in grado di profetare, o da escludere dal mondo civile e in certe epoche veniva segregato in ospedali che non prevedevano cure.


Solo dall'800 infatti si è tentata una descrizione della follia come malattia. Siamo giunti oggi al DSM (
Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentale)che viene continuamente aggiornato con aggiunta di nuovi segni patologici o con l'eliminazione di intere patologie.

Se vuole saperne di più può leggere:

  • Ellenberger, La scoperta dell'inconscio, Boringhieri
  • Foucault, Storia della follia in età classica, Rizzoli
  • Jaspers,Genio e follia, Cortina
Cordiali saluti

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